Visualizzazione post con etichetta amicisti anonimi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amicisti anonimi. Mostra tutti i post

mercoledì 6 novembre 2013

GLI AMICISTI ANONIMI – OPORTO DI MARE (SECONDA PARTE)


QUI la prima parte del non sarà un'avventura. Se non l'avete letta, leggetevela. Se l'avete letta e non vi ricordate o vi ricordate male, boh fate un po' come ve pare.


- In Portogallo fa freddo!
- Minchia dici?
- Ho visto ilmeteo.it. IImeteo.it non sbaglia mai. Copritevi!

(cit. anonimo smanettone de ilmeteo.it)


Si apre il portellone dello SperochenonmischiantoAir.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA cos'èèèèèèè?!
Si chiama sole, si chiama caldo. Siamo a fine gennaio e ad Oporto ci sono 25 gradi e un sole che spacca pietre che se sei bello nemmeno si fanno tirare, le pietre, da quanto, per l'appunto, è bello stare lì a crogiolarsi al sole.

Vedete, noi Amicisti ci vestiamo un po' a capocchia: quando nevicherà noi ci prepariamo alle Hawaii, quando farà un caldo che si schianta ci mettiamo in modalità “Totò e Peppino e la Malafemmina”.

"Ma non avevi detto che era freddo ad Oporto? Boh"

E mo? E mo ci svestiamo. Via i colbacchi, via i passamontagna, via i cappellini con le caprette che fanno ciao, via le orecchie da alce che Basetta, da quella fatidica notte della sua laurea, non aveva più tolto.
- Nou! Ragazzi! Nou! Ahia lasciatemi souno un ricordo di quella fatidica notte!
- Ma se non sai nemmeno che significa fatidica! E damme ssè cazzo de 'recchie!
Riusciamo a strappargliele con la forza. Basetta piange, rincuorato da Paperella, che scatena una tempesta di coccole sul malcapitato.

Stranamente, ci fanno uscire dall'aeroporto senza controlli dei bagagli.
Qualcuno si stranisce, qualcuno addirittura si offende.
- Esigo che mi controlliate! Lei non sa chi sono io!
Nessuno ci caca di pezza, nemmeno un doganiere, nemmeno un celerino.
Tempo al tempo.

Mesti, lasciamo la Paucarrozzella sul ciglio del terminal arrivi dell' “Aeruporciu Internasionhao do Bacalhau”, promettendole che al ritorno la andremo a prendere.

C'è la metro. Ammortepresidente, fa gentilmente i biglietti (i biglietti? Errore nostro, abbiamo fatto i biglietti, QUESTA VOLTA) a tutti, la Paperella paga ridotto.
- Senza sordi no' 'ssi 'ndi cantanu Missi.
Nemmeno i biglietti, cacciate i soldi straccioni.
Ma, Porca Troia, Sinagoga ha lasciato il borsello a casa. Lui è il prototipo di vacanze ad impatto zero: viene con zero euro e impatterà schiaffi ad ogni cosa che dobbiamo offrirgli.
Il nostro appartamento è in pieno centro, fermata Pratelhau.
Il tempo di risalire le scalette della metro e capiamo una triste verità: Oporto è fatta SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DA SALITE. Non saliscendi. Solo salite.
Qualcuno si dispera per aver lasciato gli scarponcini da trekking all'aeroporto.
Qualcuno non dispera ché Battisti, non Cesare, urlava al Mondo le discese ardite e le risalite. 'Tacci tua Lucio.
Nella fattispecie il saggio degli Amicisti, Ammortepresidente: si u pò piari l'irtu pii u pinninu.

Qualcuno già si lamenta: Killahcchiotto ha bisogno di tritoni. Si aspettava un comitato di benvenuto già fuori la metro.
- CHE SCHIFO OPORTO! CHE PALLE! IO DEVO FUMARE! DOUVE SOUNO I TRITOUNI? EH?
Ferma passanti a caso, che naturalmente non capiscono una mazza di dialetto delle Murge. Ergo, devi aspettare Killah (arriverà anche il tuo momento, e che momento).

Su una, ça va sans dire, salita con pendenze vicine allo Zoncolan, si erge il nostro appartamento.
Che bel quartierino tranquillo, caratteristico, con gli Azulejos capretti che fanno, pure loro, ciao.

Seconda triste verità: non avremmo mai immaginato che di lì a poche ore il quartiere, il quartiere Pratelhau, si sarebbe trasformato nel Carnevale di Rio. Eravamo capitati nel centro della movida di Oporto.

Ci rinfreschiamo, ci docciamo, ci cambiamo, ci fomentiamo, ma, soprattutto, ci rifocilliamo.
Di fronte al nostro nidoddammore amicista, notiamo un bar, il Cafè Ceuta, di quei bar che non je dai due lire, di quei bar che ogni turista schiferebbe.
Noi lo scegliamo per questo.


Alfio

Incontriamo un uomo, che dire un uomo, un mito, che avrebbe cambiato per sempre la nostra concezione del portoghese medio: Alfio.
Un ometto secco secco, alto, canuto non nel senso di cane, con i baffetti e lo sguardo alla Lee Van Cleef, ma con i capelli impomatati a mò di Julio Iglesias.
Per tutti e per sempre Alfio.

"Superbocche per tutti!"

Entriamo timidi, ci sediamo.
Alfio è già lì con le Supebock, subito ribattezzate per semplicità e goliardia Superbocche, e 6 piatti di Bacalhau alla braghense.
Parla solo portoghese stretto, ma sembra capirci anche solo con un cenno d'intesa. Boh forse anche qui giocano a tressette, o três-sete.
Serafico, ci intima in non so quale dialetto lusitano di mangiare che è prondo e si fredda e poi non è buon più e devo buttarlo.
Ad ogni Superbocche scolata, basta proferire la parola ALFIO! e lui si fionda, raccontandoci nel frattempo aneddoti che noi, per buona educazione, facciamo finta di capire.

A rifocillarci ci siamo rifocillati, pure troppo.
Salutiamo Alfio, dopo una lauta mancia di ben 7 cents, promettendo anche a lui che saremmo tornati. Alfio ci abbraccia, ci dà un bel cinque alto a tutti e ci lascia il numero di telefono semmai avessimo bisogno durante la notte di un'endovena di Bacalhau.

Jamaica

In un batter d'occhio, è già orario d'aperitivo.
- Ho letto sulla Guide Minchiard che in Portogallo ad orario aperitivo c'è il DELIRIO!

Il Deserto del Nevada.
All'imbrunire, è questo il desolante panorama che ci offre Oporto.
Non troviamo un cristiano nemmeno a pagarlo.
Al ché, anche perché Killahcchiotto ha bisogno dei tritoni, scendiamo su (qui anche le discese paiono salite, ricordiamolo), verso il lungofiume.

Troviamo un bar aperto.
Il proprietario è Stephan, che stupito da cotanta presenza umana, inizia a gigioneggiare, diventando per tutti o' gradassu.

- PORTO? LIKE JAMAICA!
- THIS IS THE BEST COCKTAIL IN THE WORLD!
- PORTUGUESE WOMEN ARE THE MOST BEAUTIFUL IN THE WORLD! (Mondo attento, il Portogallo ti batte su tutta la linea)

(scusate l'inglese, ma il tono delle conversazioni era questo)

Nei successivi 15 minuti, nell'ordine, succede questo:
  • o' gradassu ci porta 3 cubate da un litro che nemmeno Gennarino ai tempi d'oro in Piazza Verdi se sarebbe bevuto;
  • o' gradassu ci presenta delle amiche, a suo dire “le perle del Portogallo”, che avevano dei baffi che Alfio sarebbe schiattato dall'invidia, guarda;
  • o' gradassu ci trova i tritouni, per la gioia di Killah (da quel momento in poi Oporto sarebbe diventata BELLISSIMA!);
  • o' gradassu ci sussurra Policepolicepolice!, quand'è che si palesano due guardie con al seguito rottweiler cercaddroga.

Bravo lo scemo.

Immagini del questore di Oporto che stappa una bottiglia di Porto alla faccia di quei poveri fessi italiani, beccati con le mani nella marmellata, si palesano nelle nostre menti
Immagini di noi, poveri Amicisti, nelle carceri portoghesi alle prese con un altro tipo di bacalhau, si palesano nei nostri orifizi.
La paperella si fa pesce e ammutolisce. Noi ci facciamo paperella e pesce e ammutoliamo.

- Si hai a serpi nò cercari a raghatina, ci ammonisce Ammortepresidente.

Seguono 10 secondi di vera tensione.
DOOOOONG!
Il rumore del tocco di fumo (è una storia romanzata, ripeto, è una storia romanzata), lanciato all'indietro e alla cieca, risuona sul bidone della monnezza, vibrando nell'aire, silenzioso e fadesco, lusitano.

Chiudiamo gli occhietti, aspettandoci il peggio.
"Io 'un sento nulla"
Che, per nostra fortuna, non arriva.
Quei tontoloni dei cani non hanno fiutato nulla.
Abbiamo acquistato anche fumo romanzato demmerda.
Bene così.

Giubilo e gioia per lo scampato pericolo, segni della croce e ringraziamenti a JAH. Bomboklat per tutti.

Ricapitolando: siamo in Portogallo da 4 ore e abbiamo già rischiato l'arresto.

Love Boat

La tensione si smaltisce scrofanando qualunque cosa.
Cerchiamo un posto dove mangiare. Escludendo Alfio che alle 9 di sera è già in fase REM, dirottiamo la nostra attenzione verso il locale più pacchiano di Oporto: il Love Boat.
Ovvero, un ristorante in cui i camerieri sono vestiti da personale di bordo Costa Crociere, il cuoco si chiama Schettinhu e tardone bionde ossigenate si dimenano in trenini all'ultimo sangue tra i tavoli.

Perfetto, il luogo adatto a personcine del nostro rango. Ammortepresidente, l'amante del mare profumo di mare e grande fan dell'omonima serie, già è tutto un fremito.
Se non che, dando un'occhiata al menù, notiamo prezzi esorbitanti.
Ma, Riporca Troia, Sinagoga non ha il borsello e non è che il nostro sia in grado di sostenere tale esorbitante spesa gastronomica.

Optiamo, dunque, per la tattica USCITA A TRENINO DI SOPPIATTO che consiste in:
far finta di lasciarsi trascinare da meu amigu sciarlibraun;
innescare trenini irrefrenabili adescando ignare signorotte dell'Oporto bene;
ergo creare confusione;
mimetizzarsi nella selva di permanenti che si crea dalla precedente confusione;
sgattaiolare fuori non appena il trenino passa nei pressi dell'uscita.

"SCAPPA, CRISTO!"

Ce l'abbiamo fatta!
Ma, Ririporca Troia, abbiamo lasciato Ammortepresidente, che nel frattempo aveva ordinato di nascosto un'orata, nel ristorante. O per meglio dire, c'è Ammortepresidente in ostaggio del personale di bor... dei camerieri.
Urge trattativa.
Il cuoco indica Basetta, vuole lui per trattare.

IPOTESI DI TRATTATIVA CON TRADUZIONE ITALIANO-PORTOGHESE ANNESSA:
- Lei è quel genio che si è fatto mettere sotto da un'autoambulanza il giorno della sua laurea?
- Si.
- Mi può fare un autografo?
- Come no!
- Scriva: a Schettinhu con simpatia, l'uomo con le orecchie da alce.
- Basta così?
- Si, se lo riprenda per cortesia che sta importunando i clienti con proverbi in una lingua sconosciuta ed ancestrale.

A quanto pare, abbiamo un negoziatore con le basette.

E siamo a quota due pericoli scampati.

Piume di strutto, meteorismo anti-panico e comitato anti-degrado pratelhau

Fame.
E in una località di mare, dove si mangia il pesce più buono d'Europa, noi dove andiamo? In un rosticceria: O zozzonhu.
Vassoi di carne grigliata, patate fritte e pane imburrato. Alle 11 di sera, per stare leggeri e goderci la notte oportense, oportina, opor..., di Oporto come le pazze.
Devo ammetterlo, ho furoreggiato. Mi sono anche fatto dare una cannuccia per gustarmi meglio lo strutto imburrato. Ché sono un buongustaio, mica seghe.
In tutto ciò, Paperella è rimasta fuori per protesta.

Ma, devo ammetterlo, non sono io colui che ha sofferto (o fatto soffrire, dipende dai punti di vista) di meteorismo anti-panico.
Non dirò chi è stato. Lui e gli altri lo sanno.

Fatto sta, che spostandoci verso il nostro quartiere, scopriamo con nostro sommo stupore, che eravamo nel Pratelhau. Nel delirio puro.
Vie, piazze e strade murate a perdita d'occhio.
Le file per guadagnarci un cocktail, una birra o chessò un'acqua brillante erano interminabili.

Ed è qui che lo scoreggione anonimo si è immolato per la causa, immolando nello stesso tempo anche la causa.
Scoreggioni anti-panico facendo finta di inviare Sms e locale sgombrato in 30 secondi 30 sìori. Anche il resto degli Amicisti, però, è sgombrato per la puzza.
Risultato: nessuno ha bevuto e nessun buttafuori ci ha fatto entrare additandoci come o maestros italianos do flatulhencias.

Mogi mogi, ci ritiriamo nelle nostra magione.
Oooo finalmente si dorme, che giornata sfiancante che è stata, ma che belle avventure da raccontare! Yuppi!

-OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! E CHE CAZZO È STO CASINO?!?! QUI C'È GENTE CHE VUOLE RIPOSARE! VEFFENGHIUL!

Killahcchiotto, non riuscendo a dormire per via della movida, istituisce seduta stante il Comitato anti-degrado do pratelhau, di cui è presidente supremo.
In un attacco d'arte, realizza una striscione, attaccato in seguito sul balcone con su scritto:

O POMBO DE SUAS MÃES!!! (vedasi traduzione, prego)


(continua?)

Saluti da Oporto

domenica 12 maggio 2013

GLI AMICISTI ANONIMI - OPORTO DI MARE



(qui il primo episodio della saga)

Prima di iniziare: mi è stata mossa una critica. Non si capirebbe chi sia Peee.
- Nzì capisc cià soun!
Ok, visto che chi di dovere non lo capisce, da ora in poi, visto che faccio in tempo, PEEE SARÀ KILLAHCCHIOTTO, un misto tra un Dj e un ORSACCHIOTTO.
L'hai voluto tu, Ex-Peee.
E chi vuol capire, capisca.

Gennaio, 2011.
Gli Amicisti Anonimi, alcuni Amicisti, decidono di passare un tranquillo weekend di paura.
"deh bimbi per Oporto prendete il filobusse
e scendete alla fermata Oporto,
La fermata è li dopo la rotonda."
Meta delle loro scorribande, questa volta, Oporto, città dell'omonimo liquore (ok, senza una O, il Porto), città del baccalà (come tutte le città del Portogallo), città che ha dato i natali a personaggi del calibro di Manoel de Oliveira, regista bacucco che dirige film per lo più soporiferi, a 127 anni, e Andres Villas Boas, allenatore che sta sul cazzo pure a sù madre, città Unesco, ché l'Unesco dà un po' a tutti i quanti il suo marchio basta chiedere con gentilezza, ma soprattutto città che da Fuoricorso, con volo SperochenonmischiantoAir da 20 € ci fai andata e ritorno.

La formazione: Io, Giacchinadidas, Sinagoga, Killahcchiotto, Basetta, Ammortepresidente, la new entry Paperella (nel senso di una paperella di peluche con cui noi ci rapportiamo con la forza del pensiero) e, inizialmente, Paurooso.

Inizialmente.
Paurooso è cagionevole di salute. Si narra che al cinema si porti la copertina cosicché non prenda freddo alle gambe. E no, il gomitolo per lavorare a maglia non lo porta.
"a quanto è data la febbre di Pau? A 1,35"
I giorni anteriori alla nostri partenza si accettano scommesse sul fatto che Pau il giorno della partenza abbia o meno la febbre. Il Sì, avrà la febbre è quotato a 1,35, il no, non avrà la febbre, vabbè non esageriamo avrà la febbre, ma verrà lo stesso è quotato a 7.
L'allibratore Killahcchiotto incassa scommesse da tutto il mondo, il famigerato “Clan degli Zingari” del calcioscommesse vorrebbe far partire il febbrescommesse. Ma noi no, noi Amicisti Anonimi siamo sì anonimi, ma anche integerrimi, sebbene non tutti del gruppo capiscano il significato della parola integerrimi e pensino sia un Gerry Scotti interista.
Giorni febbrili, dunque.

Arriva il giorno della partenza, il bus navetta in stazione ci porterà all'aeroporto.
Alla parola bus navetta, Ammortepresidente si gasa. Oltre ad essere l'uomo di maggior compostezza e stile del gruppo, è un amante del mare e di quel pro-fu-mmo di sal-se-ddi-nne ah ah bbronzatissimo, così amante che l'avrei voluto soprannominare Ammiraglio (che tra parentesi è uno dei due epiteti che gli appioppo solitamente di persona, l'altro è Esimio).
Si presenta, in poche parole, a fine gennaio, vestito da marinaretto: - Ma come ti sei vestito Ammò? - Scusate, non andiamo ad Oporto, nota città sull'Atlantico, mio Oceano preferito, in bus navetta? - Eh, ma ver... - Allora, Vroccula e predicaturi doppu Pasca perdunu 'u sapuri! - Ma chi sti dì?
Ah, altra cosa: Ammortepresidente comunica col mondo quasi esclusivamente tramite proverbi calabresi.

Siamo tutti. Arriva anche Basetta, scortato dalla sua ambulanza privata.
È nato un bel rapporto tra l'amicista investito dall'autoambulanza il giorno della sua laurea e la ASL di Erremoscia.
Basetta fa ciaociao con la manina agli amici portantini che rispondono sventolando il fazzoletto bianco a mò di arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là. Siamo tutti commossi. Scene che ci fanno partire con una carica di tenerezza ché il Killahcchiotto inizia ad abbracciare e dare bacini alla Paperella al grido di QUAND'È TENERA 'STA BASTARDA!
-Tussa e ammuri non s'ammuccianu, ci dice Ammortepresidente.
Quanto è vero.

Manca solo Paurooso.
Chiamiamo: - Proon... COFF COFF COFF FEBBROOSO tu tu tu tu tu tu
- Che dice? - Da quello che ho percepito non viene.
Esulta Sinagoga. Se fosse venuto Paurooso, lui non avrebbe avuto il letto (abbiamo affittato un appartamento con 6 posti letto e il Sinagoga, piuttosto che mettere i soldi per un letto in più, si sarebbe fatto tagliare le braccia, già corte di suo), bensì avrebbe dormito in vasca da bagno. True Story.

La Paperella, la nostra new entry, è emozionatissima. Divide a Fuoricorso una doppia con Killahcchiotto; si sa, tra morbidosi tenerissimi ci si intende, ed è la sua prima volta all'estero.
Saliamo sul Bus navetta. Ammortepresidente tenta di appropriarsi del “posto di comando”, che sarebbe poi il posto del conducente:
- LEVATE GLI ORMEEEG...
Schiaffo + saponetta del conducente del bus = - ok, vado a sedermi con gli altri natanti, ma si ricordi che U RISPETTU E' MISURATU CU LU PORTA L'AVI PURTATU !
I 10 minuti che ci separano dall'aeroporto passano ascoltando le “Favolose avventure capodannesche del Basetta”.

- Meh ragazzi, allora stavamo in questa casa e niente praticamente abbiamo mangiato e bevuto come maiali e niente poi alla mezzanotte abbiamo stappato lo spoumante e abbiamo sporcato TUTTI I MURI A SFREGIO, poi niente abbiamo pisciato nel corridoio, uno ha vomitato in un letto a caso nella casa di 'sti fessi. Ahahahahahahhaha, poi per concludere, ci siamo fregati bicchieri vari e abbiamo preso i soldi dalla cassa comune. Nono veramente i vandali!!!

Quella birba del Basetta ha dimenticato solo un piccolo particolare:
era casa mia.

Pau sempre con noi
Colluttazione tra me e il Basetta e gli altri Amicisti (a volte) non violenti per separarci. Il viaggio inizia con le migliori intenzioni di pace, amore e fantasia.
La fantasia è anche quella di portare Pauroso con noi, idealmente e nel nostro cuoricino.
Troviamo una carrozzella all'aeroporto, a cui attacchiamo il biglietto SperochenonmischiantoAir stampato. La Paucarrozzella è l'ottava partecipante al viaggio.

Sull'aereo, partito in perfetto orario, parte la sagra dell'insaccato: usciamo panini come se fosse una Festa dell'Unità old style. Combo diaboliche melanzane-mortadella-scamorza affumicata impestano l'aria aereosa (cioè dell'aereo) di fraganze pecoreccie e coatte. Abbiamo anche frutta, dolce, caffè e ammazzacaffè.
Cioè che la classica parmigiana di ferragosto al mare sotto 50 gradi ce fa 'na pippa.
Ma, perdindirindina, ci siam dimenticati il fiasco di vino e la zampogna, affinché potessimo ricreare una vera atmosfera genuina e de cambagna.

La paperella ha una crisi di panico, soffre di aerofobia. Killahcchiotto le stringe la manina palmipede di pezza, seguono sguardi passionali di lovelovelove e limone tranquillizzante.

fa ride
-...si pregano i signori passeggeri di spegnere i telefoni cellulari e vi auguriamo buon viaggio a bordo dell'aereo XT4..., ma cosa fa! Chi è lei, scusi (rumore strani, urla e strepiti) aaaaaaaaa (seguono due secondi di silenzio, si ode una voce maschile dal chiaro accento calabrese).Volevo aggiungere che “Fimmina de ghiesa, diavulu de casa” (silenzio)”.
Torna Ammortepresidente, che era andato un attimo in bagno per svestirsi della sua tenuta marinaresca:
- com'è? Tutt'appost?
- Sisi, i bagni sono molto confortevoli.

Veniamo redarguiti per tutto il viaggio dal personale di bordo.
Ma arriviamo incolumi.

(tubbì continued, e questa è solo la parte prima di arrivare, le altre parti fra mesi o anni)

quanto è tenera 'sta bastarda!


giovedì 22 novembre 2012

GLI AMICISTI ANONIMI, LE LAUREE, LA NEVE, IL RISPETTO, LE AMBULANZE, LA MENTALITÀ

(tutti i nomi di cose, città e persone sono stati camuffati e/o riconvertiti e/o cambiati di sana pianta, per tutelare la praivasi)


- È il momento più divertente della mia vita!!!
- Occhiooooooo, attentoooooo, SBAM!!!


Tutto si riconduce ad una semplice onomatopea. Sbam. Un botto, un urto, una storia da raccontare.
Perché, suvvia, chi non ha mai partecipato ad una laurea nel quale il festeggiato si fa letteralmente schiaffare sotto da un'autoambulanza?

Facciamo un passo indietro.
Dicembre 2009, nella città degli studenti, Fuoricorso, c'è fermento: gli Amicisti Anonimi (gruppo di persone unite dal sacro vincolo della bevuta compulsiva) si preparano a festeggiare la laurea del Basetta, noto degustatore di maionese, conosciuto per la compostezza e la coordinazione. Praticamente un Mr. Bean con basettoni, ciuffo e accento pugliese.
Ci si prepara, dunque, per raggiungere la sede di questo immancabile evento: Erremoscia.

"Ammazza che bel sole!"
Appuntamento alle 5 in stazione. Un bel sole suggerisce un abbigliamento sì invernale, ma quell'invernale che dici ammazza che sole, quasi quasi rispolvero quei pantaloni leggeri etnici che tanto piacciono alle giuovincelle ventenni frikkettone.
Ecco, io opto per pantaloni non-etnici leggeri e scarpe da tennis scrause.
Questa fiducia nel meteo mi (ci) si ritorcerà contro,
Siamo una (ancora asciutta) sporca dozzina, noi Amicisti, altri arriveranno in auto.
Biglietti fatti al volo, corsa a perdifiato verso il binario e siamo su, su un irreprensibile e pulitissimo macinino veloce di MacininoItalia.
Il macinino è l'occasione per ritrovarsi, discutere con Amicisti che hanno già abbandonato Fuoricorso e che sono tornati per l'occasione.
Ci sono tutti: c'è Lucky Polemica, c'è Misto Maiale (un mago dei fornelli che cucina solo se può mischiare almeno 3 tipi di carne), c'è Sì-sì, c'è Sinagoga, c'è Giacchinadidas, c'è Paurooso, c'è Ammortepresidente, c'è Manilisce, c'è Peeee, c'è De Lollis.
La cremè della cremè degli Amicisti.

Io dormo, le ultime serate sbevazzanti si affrontano con dignità ma si accusano in seguito.
Tanto c'è un tale cielo terso che più terso non si può, un tale sole che più sole non si può e una tale positività nell'aria che più positività nell'aria non si può, che i 6 long island della sera prima mi paiono unischerzoperdavvero.

Che bella e intensa dormita, quest'ora è volata via.
Apro gli occhietti. Tutto bianco. Tutto. C'è neve in ogniddove. Tanta, tantissima, saremo già sui 20 cm e continua a darci a più non posso.
Ma quando cazzo ha nevicato, quando il sole tornerà cantava Albano, questa non è Erremoscia è l'Altopiano d'Asiago (notoriamente posto più freddo dell'Universo, del tipo: Torino 25°, Roma 28°, Palermo 36°, Bologna 26° con il 370% di umidità, Altopiano d'Asiago -22°).
Bene (bene staceppa), si pensa, la neve tempra gli spiriti amicistici, solo i più coraggiosi, i migliori (o quelli con più strati di grasso adiposo) saranno nell'olimpo del cicchetto.
E in ogni caso abbiamo ghiaccio gratis in abbondanza, il che non guasta.

Signori, si scende. Aaaaaaaaaaaaaminchiafreddo.

"qvante folte afefo tetto che tu tofefi mettere tuta pezante?"
Lo sapevo, avrei dovuto portare il paille alla Gustav Thoeni e la mia preziosissima tuta da sci, che uso esclusivamente per fare a pallotte di neve (in vita mia ho sciato solo una settimana, ben 21 anni fa, e, neanche a farlo apposta, scoprii che ero un talento naturale, il Ghedina della Maiella. Ricordo ancora quando mi lanciavo alla kamikaze senza bastoni in picchiata, urlando vado a centoall'oooooooraaaaaaa, e mio padre, inebriato dalla mia classe innata, mi apostrofava con fermati 'mbecille!).
Fortunatamente, il bar del rinfresco post-laurea è vicino alla stazione di Erremoscia.
Lucky Polemica già polemizza (VAFFANGUL DOV CAZZ STA IL BAR 'STI SPORCHI NORDISTI NON GI RISPETTANO, IL RISPETTO È 'MBORDANDE! LA MENDALIDÀ È 'MBORDANDE!), Manilisce già adesca ignare fanciulle, Misto Maiale già adocchia cacciagione autoctona, Sinagoga già prova a scroccà bevute al bar della stazione, Peeee già non ce la fa più a non fumare (nooooooooo ragazzi cccippall nononononooo e i tritouni? I tritouni? Dove souno i tritouni?) e De Lollis già declama versi a caso dell'Amleto indossando, previdente e lungimirante, una maglia nera a collo alto (De Lollis ha SOLO maglie nere a collo alto, un uomo con la sua impostazione gutturale, il suo timbro vocale, non si può permettere che maglie nere a collo alto).
"Orsù! Una (pausa teatrale) tequila!"
Dopo aver affittato un set di sci di fondo, scortati da Zanna Bianca, arriviamo regolarmente al Percortesianonmelodistruggeteilmio Lounge Bar.
Buffet+giri di bevute = gli Unni, dediti a devastazione e saccheggio.
I gestori del bar si sentono spacciati: la Protezione Civile, impegnata con l'emergenza neve, non può aiutarli. Sono in nostra balìa.
Dateci da bere e mangiare in quantità industriale e nessuno si farà del male.
Il bancone è la trincea e questa non è Sparta, è Sbronza.
Tutto sommato i danni sono contenuti: un paio di contusi, cumuli di neve e bicchieri rotti all'interno e piccoli disturbi alla quiete pubblica, dati dal classico dottoredottorenelbucodelculovaffanculovaffanculo e altri schiamazzi vari. Nessun specchietto rotto, nessuna auto danneggiata, nessun Mcdonald's distrutto, nessuna pisciata dietro il bancone, nessuna rissa stile Far West, nessun arresto.
Un po' abbiamo deluso.
Ma il tempo di recuperare c'è. D'altra parte, sono solo le 9.

La seconda tappa sarà la Giovine Baldracca, locale à la page di Erremoscia, distante 8 km (forse esagero), da fare tassativamente a piedi.
Ma prima, dobbiamo affrontare la tormenta perfetta. Nel frattempo, difatti, la neve continua a cadere incessantemente, di pari passo con le bestemmie causate dal disagio di cotanta neve, per l'appunto.
Prepariamo i cani da slitta, le bussole, i viveri e le pelli d'animale per coprirci.
Abbiamo una mappa, indispensabile in queste condizioni, dei bar della città, per raid e incursioni alcooliche a sorpresa.
Abbiamo un itinerario, studiato, settimane prima, in un summit con esperti d'urbanistica e cartografi.
Abbiamo vestito il festeggiato Basetta, anche visto il clima polare, da renna, una renna con le basette fotoniche.
L'arrivo previsto è alle 10,30 post meridian, se non incontreremo lupi e orsi che ci vogliono sbranare, anche qualcosa in meno.
Noi Amicisti, faremo in realtà ritardo, molto.
Il viaggio della speranza e della paiura.

Tutto inizia dopo ben 8 metri dal Percortesianonmelodistruggeteilmio Lounge Bar: c'è un altro bar.
Ognuno ha le sue tattiche.
Scous, per favoure quanto vengono quelle birre lì? E quei vini là? Troppo troppo.
Lucky Polemica distrae, la marmaglia nel frattempo, tra cui spicca Peeee (impegnato nella preparazione dei tritoni, senza i quali fracasserebbe i maroni, tiè senti che rima), frega bottiglie a casaccio.
Io no, io sono bravo (faccio notare che il tutto è anche un po' romanzato), anzi cerco di convincere Lucky a desistere dai suoi furti e taccheggi: - Chi sti fa? Sti frigà le bottiglie? - OOOOOO CHE QUESTI SONO DEL NORD, CI TRATTANO SEMBRE DDI MERDA, NON GI DANNO RISPETTO!!! IO FACC GIUSTIZIA CON MENDALIDÀ! - Ma se conosci il barista da 4 secondi. Anzi è stato gentiliss... - NON GI RISPETTANO!
Vabbè, non ci rispettano.
"Deh sì, si tromba abbestia con la giacchina dell'Adidas"
Sinagoga tenta solo di farsi scroccare dalle bariste, in compagnia di Giacchinadidas, che punta per l'appunto, come fosse il suo sguardo Magnum, sul potere della giacchina dell'Adidas (della serie mi metto la sgiacchina che piasce e si'uro vò a fiha, veramente, fidatevi, funziona 'sta storia), per avere qualunque cosa, in questo caso per avè da bè.
Manilisce, invece, cerca di scroccare direttamente bariste, mentre De Lollis cerca lo sconto, invano, declamando la carta dei cocktail in rima.
Ammortepresidente (noto Ammiraglio, vecchio lupo di mare, la lontananza dal mare più il clima montanaro lo rendono triste) e Paurooso (che punta su sguardi di stupore misto ad incredulità per avere per lo meno un cicchetto) rimangono sornioni a bere e sorvegliare.
Misto Maiale è nella tormenta col suo fiaschetto di rum e cola, in cerca di una lepre, un cinghiale, 'nzomma una qualche bestia da cucinare.
Chi nasce cuoco, al massimo diventa cacciatore.

Usciamo. Strade deserte, niente macchine niente pedoni, riecheggiano solo cori calcistici e canzoni scurrili (per regolamento, devono avere almeno le parole sottopalla, scroto e piccione). Qualcuno, nello specifico Giacchinadidas e Si-Si, filmakers di fiducia, riprendono scene che nessuno dovrebbe riprendere.
Altro bar, stesso canovaccio.
Taccheggio, bevute alla cazzo, cori calcistici, dottoredottorenelbucoeccecc., ribevuta, insulto al barista che non ci vuole più servire.
E così via.

(Ricordiamo sempre che tutto questo accade con il Basetta vestito da renna)

Siamo ufficialmente ubriachi o giù di lì. Manca poco, giusto un rettilineo lunghissimo, prima di arrivare alla Giovine Baldracca. Sarà un chilometro o giù di lì.
Neve e ghiaccio hanno reso impraticabile strada e marciapiede. Non si sta in piedi o giù di lì.
Camminare da ubriachi sotto una coltre di 40/50 cm di neve è difficilino.
Non siamo alpini, non abbiamo la stessa resistenza all'alcool degli alpini, non abbiamo lo stesso equipaggiamento degli alpini (ce li vedete gli alpini con scarpe da tennis, felpe con cappuccio e cappellini hiphoppe dei New York Yankees?).
Manca soprattutto il grip al terreno, ogni dieci metri qualcuno cade, un lastrone una caduta. Nell'ordine: Misto Maiale, Io, Basetta, Io, Io, Misto Maiale, Misto Maiale.
C'è ilarità, grasse risate riecheggiano nella bianca notte erremoscese.
Siamo fradici, noi Amicisti, infreddoliti, sotto pesante sbornia, ma sticazzi, c'è gente che cade de chiappe che neanche un cinepanettone con Boldi ed Enzo Salvi. Tutto il resto non conta.
E la serata è appena iniziata.
Ma non nel senso che abbiamo immaginato.

Ed è quando Misto Maiale azzarda:
- È il momento più divertente della mia vita!!!
che si consuma l'imponderabile, la tragedia:
- Occhiooooooo, attentoooooo, SBAM!!!

Hanno accoppato Basetta (Basetta è vivoooo), cioè un'ambulanza, per fortuna in frenata, ha messo sotto Basetta, che, rimbalzando sul cofano, è ora per terra a faccia in giù sulla neve fresca, per di più senza copricapo da renna. Una chiazza di sangue è di fianco al suo corpo.
Seguono, chiaramente, 30 secondi di panico, quelli che ci mette il nostro laureato amicista per alzarsi, imprecare con il mondo e farci tirare un sospiro di sollievo. C'è sangue sì, ma perché si è morso la lingua.
"Ambulanza1 ad ambulanza2: ci stavamo annoiando, abbiamo investito un pedone, venitelo a prendere. Buonasera."

Meglio non rischiare, portiamolo al pronto soccorso. Se non altro l'ambulanza già c'è, ora sicuramente, i medici, che celermente sono scesi a prestare soccorso, lo trasporteranno all'osped...
- ahooooooooo!!! Che cazzo state a fà, mi volete portààà a sto cazzo de ospedale?! Almeno chiudete lo sportellone che me stò a morì de freddo mortacci vostra!!!
Ah sì, piccolo particolare: c'era già qualcuno nell'ambulanza che aveva bisogno. Abbandonato al suo destino.
Ne chiamano un altro, dunque, e se ne vanno.
Nel frattempo, qualcuno (qualcuno che voleva essere picchiato), da una finestra al terzo piano di un palazzo, ha visto tutta la scena: - brrrravooo coglionassoooo, ben ti sta, shperrrro che tu ti scia fatto maleeee, coglioneeee, crrretinooooo!!!
Aizzati da cotanta testadicazzagine mista a imprudenza, rispondiamo: - ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo figlio di p*****aaaaa, testaaaa di c***o, scendi che ti rompiamo il c**o, vieni mò proprio abbasc', sceeendiiii sceeeendiiiiii dall cal' u meeeerddddd, e via di improperi, iniziamo a suonare campanelli a caso per “stuzzicare” il simpaticone del terzo piano e cercare lo scontro fisico, così da giustificare pienamente l'arrivo di una seconda ambulanza.
Che arriva tempestivamente. Basetta viene portato all'ospedale, non distante dal luogo dell'incidente, a sua volta non distante dalla Giovine Baldracca.
Appuntamento quindi per l'happy hour all'ospedale di Erremoscia.

Ma prima c'è da informare la ragazza di Basetta che ci aspetta già alla Giovine Baldracca.
Di questo se ne incaricano Peeee e Sì-Sì.
- Sendi non so coume dirtelo... il tuo ragazzo è stato investito da un'ambulanza, ora è al prounto soccourso...
- Dai Peeee non scherzare, che scherzo di merda.
- Né ti giuro, ma secondo te, piuttosto che fare tritouni stavo qui a parlare con te? Devo fare i tritouni! Anzi vado a farli al pront soccors. Da dietro Sì-Sì, a mò di notaio, conferma: - Sì sì eh!

Tutti all'ospedale. A piedi, sotto la solita tormenta. Ci posizioniamo nella saletta delle macchinette automatiche.
Succede che arriviamo in condizioni psico-fisiche pessime.
Succede che vediamo il Basetta sulla barella che, salutandoci caldamente e cappottandosi subito dopo (- uè ciao ragazzi, tutt'appos... SBAM! E due), ci mette immediatamente di buon umore.
Comunque, c'è chi soffre crisi di fame, chi crisi di sete, chi di freddo.
Io di freddo. Sono fradicio e, come me, Paurooso (dovreste vedere la sua faccia sbigottita, povero, del tipo doveee sooono, perché soono venutoo, paurooso): con incredibile classe, ci togliamo scarpe e calzini e li mettiamo sul termosifone per riscaldarli.
Gli altri Amicisti saccheggiano le macchinette (da menzionare le combo chinotto San Pellegrino/taralli farlocchi), alcuni fumano tritouni, altri visitano l'ospedale un po' per noia un po' per disturbare il prossimo, Misto Maiale non entra, lui, come sempre, cerca solo prelibata cacciagione di stagione (una foca, un ermellino, un'alce).
Abbiamo praticamente colonizzato un ospedale (e il suo circondario). Mancano solo un mazzo di carte per un tressette, un grappino da degustare, delle spogliarelliste della steppa abituate a temperature estreme e una balla di fieno.

Aspettiamo il responso del referto: cosa sarà? Oddio, un trauma cranico? Una distorsione? Un braccio rotto? Almeno una storta?
No.
ALITOSI ALCOOLICA.
Cioè, uno viene investito da un'ambulanza e che gli diagnosticano? Alitosi alcoolica.
In pratica hanno rischiato più gli infermieri e i dottori che hanno respirato le esalazioni tossiche del Basetta, che il Basetta stesso.
"Cos'è? Solo alitosi alcoolica? E dajeeee, damme er 5 zì"
Scene di giubilo stile base Nasa di Houston (avete presente? C'è sempre una telecamera fissa puntata da decenni sugli stessi tizi, che festeggiano la missione (sempre) riuscita, forse sono lì per quel motivo: - Senta lei è ingegnere aerospaziale? - No, guardi, mi dispiace. - Vabbè non fa nulla, senta ci serve un figurante che esulti quando ci esce bene una missione nello spazio. - Lei sa dare il cinque? - Sì, ero campione della contea – Bene. È assunto).
È quasi mezzanotte. Ci siamo rifocillati e riscaldati, siamo carichi. Basetta ci dà l'ok. Ce la fa, si può finalmente raggiungere la Giovine Baldracca.


Giunti nel locale, siamo accolti dallo stupore dei proprietari per il ritardo accumulato. Vai a spiegare che il prenotante, cioè il laureato, cioè il Basetta, si è fatto investire.
- Ehm niente eravamo al pronto soccorso. - Ma che davero? E ora tutto bene, sì? - Sì. - HAUHAUHUAHUAHHAUHAUHUAHUAHUHAUHAUHAUHAUHAUHAUAHUA.
Lucky Polemica inizia a mettersi, stranamente, nervoso per la presa in giro, l'affronto sarcastico di cui siamo stati inconsapevoli protagonisti e medita già vendetta, in forma di taccheggio.
Noi, vabbè, abbozziamo, non ci curiam di loro e andiamo oltre.

Dove eravamo rimasti?
Che ora non solo festeggiamo la laurea, ma anche lo scampato pericolo. Una festa doppia. Si raddoppiano, quindi, le forze distruttrici degli Amicisti Anonimi.
Una tavolata tutta per noi, subito presa d'assalto. Gente in piedi che urla cori in onore dell'accaduto (se cliccate sul coro esce la base musicale, se volete potete fare il caraouche da casa): “Siam venuti a Erremoooscia e ti sei buttato soottooo, venimmooo alla tua lauuureeaaa e stavi suul cruscoootto, perché! Perché! Perché ti seei buttatoo soottooo, oh Basettaaaa, ora sei tuttooo roottoooo”.
Partono varie sfide tra le quali, quella di furto di bottiglie e cesti/regalo di Natale, quella, ça va sans dire, di cocktail+cicchetti, ma soprattutto quella di “tuffo outdoor a volo d'angelo su un tavolo completamente ricoperto da uno strato di 60 cm di soffice neve” (in inglese “outdoor angel dive flight on a table completely covered with a layer of 60 feet of soft snow”), specialità olimpica invernale.
Qualche Amicista a caso fa rissa con qualche autoctono a caso, e il caso vuole che nessuno ci cacci. Minacce sì, ammonizioni verbali anche, ma niente di che.
Mi accorgo di Lucky con una bottiglia di vino in mano che borbotta tra sé e sé: - VAFFANGUL, SONO RIUSCIT A FREGARTI LA BOTTIGLIA BRUTT NORDIST CHE NON SEI ALTRO, PRENDI PER CULO, PRENDI, NON GI HAI DIMOSTRAT RISPETT, CI VUOLE RISPETT! CI VUOLE MENDALIDÀ!
Ci vuole rispetto, ci vuole mentalità. A prescindere e a orologeria.
"Che mani lisce che hai... Trombiamo?"
Nel frattempo, c'è chi la mentalità, per scopare, pare ce l'abbia: manca poco alla chiusura della Baldracca, Manilisce non ha ancora trovato nessuna preda di sesso femminile da circuire.
MENO 20 MINUTI ALLA CHIUSURA!!! Manilisce si gira intorno e va verso il primo essere umano donna che trova davanti i suoi occhi.
- Ehi ciao che mani lisce che hai... Limone al volo. Passano due minuti e, attaccati al muro, ce danno che ce danno de lingua. Io e Sì-sì, spuntando da dietro una colonna, riprendiamo il tutto: - Che cazzo volete oh, che vi riprendete? Sono amici tuoi? - Nono, non li conosco proprio (da notare che quando la tipa si gira verso di noi, Manilisce fa gesti inequivocabili con la mano, ridendo sguaiatamente a bassa voce).

Usciamo, completamente fatti.
La neve ci perseguita, ma, se non altro, organizziamo un brunch in piazza con un cesto regalo rubato da Paurooso che, grazie al suo sguardo perso nel vuoto e al suo stupore (e, soprattutto, spinto dal fatto che flirta con una bella ragazza), confonde il nordista avventore e lo deruba.
- Pure tu te sei messo a rubà?
- Mi haanno deetto che non ci rispeettava!
Come creare un mostro.
Banchettiamo, con disgustoso spumante alla banana, bucce d'arance al cioccolato e torroni gusto misto, giusto per riprendersi dalla chimica e dalla sbronza.

Sono le 4 di notte e poco più. È tempo di andare, è tempo di migrare.
Abbiamo meno di un'ora per prendere il macinino per Fuoricorso. Dobbiamo attraversare un'intera città sotto la più grande bufera di neve degli ultimi 320 anni, secondo Studio Aperto.
Come faremo? EH? Come?
Ci viene in soccorso un provvidenziale essere mitologico (o un'allucinazione molto potente): il pinguino col rolex, cugino del Bianconiglio di Alice.
- Mbè dai sbrighetv!!! Mo ve la dico io la strada. Jammèèè che non fa tanto freddo!
Lo dici tu, pinguino di merda.
-15°/-20°, non mi sento più mani, piedi e organo riproduttivo. Voglio morire, non ho mai sentito così freddo come in questi momenti. Vi giuro. E come me anche gli altri sono in sofferenza e devono buttare il principio d'assideramento oltre l'ostacolo.
Soffrono tutti gli Amicisti, tranne due:
Misto Maiale (ancora in trance agonistica dopo la gara di tuffi nella neve) che continua ancora a tuffarsi per strada, sul soffice manto bianco, urlando AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.
Manilisce, che invece rimarrà ad Erremoscia, ospite della tipa.
Parte, difatti, tutta la pipata minuto per minuto via sms. Mani invia messaggi a Peeee (fa così freddo che Peeee non riesce nemmeno a fumare, pensate un po'), facendo la cronaca della sua nottata di passione:
- Siamo in un vicolo. Stop. Mi sta facendo un pompino sotto la neve. Stop. È romanticissimo. Stop.
- Siamo a casa sua. Stop. Una casa gigantesca. Stop. Ha pure il Suv. Stop. Ora me la scopo in jacuzzi giacché i suoi polpacci mi fanno arrapare. Stop. Poi ha anche frequentato un collegio svizzero, cosa che mi fa ancora più arrapare. Stop. È tutto così romantico. Stop.
- Domani mattina mi riaccompagnerà in stazione col Suv. Stop. Dopo che me la sarò bombata un discreto numero di volte, mi darà 20€ che valgono come biglietto e come mancia. Stop. Che romantica sarà questa notte. Stop.
Arriviamo così in tempo in tempo per prendere l'ultimo macinino della notte. L'amico pinguino col rolex, che ci ha aiutato e spronato nei momenti difficili, decide di accompagnarci fino a Fuoricorso.
Entriamo e ci mettiamo vicini vicini, così da riscaldarci (non fate battute).
L'ipotermia è dietro l'angolo, il riscaldamento del macinino no.
Maledetta Macininoitalia.
Dormiamo. Questa volta ci addormentiamo con la neve e non ci svegliamo nel sole dell'andata, ma sempre nella puta neve.

Fuoricorso è sepolta.
I mezzi spargisale non ci sono e in ogni caso non servirebbero. Ci vorrebbero mezzi spargibestemmie.
"La stazione? Per di là."
Il pinguino col rolex, sceso dal treno, constata la situazione: - Ma lo sai che volete fà? Io me ne torno a Erremoscia, qui è troppo anche per me, mo so cazzi vostri, ciao sfigati!
Mai fidarsi di pinguini con al polso orologi del valore di 5000€.
Segno della croce e via. Per fortuna abitiamo a 10 minuti a piedi dalla stazione, che diventano, con la nevicata del secolo, 40.
Dopo un tentato linciaggio di Sì-Sì (che bellaaa la neveeee!! Questo capodanno tutti in Svizzera!!), con conseguente risposta di Peee (mo l'ammazzooo per dio, veffenghiuul!! oddio mi sto sentendo male, datemi un tritoune per favore, nonono i tritouni? dove souno?), entro in casa tremante e sull'orlo del trapasso, accompagnato da Misto Maiale, quei giorni ospite.
Camera mia, nonché camera degli ospiti, è occupata da coinquilino che scopa.
Altra camera di coinquilini è libera. Vabbè, un letto da una piazza e mezza, se po ffà.
Ci prepariamo, finalmente, a dormire:
- Pffffffffff!!
- Che hai fatto oh?
- Veffenghiuul vè ogni volta porto 'sti cazzi di preservativi! (butta preservativo per terra) E poi con chi mi vado a coricare? Pppi tà!!! Sempr Pppi tà!!!
- Ma io veramen...
- Vaffanculo! Fai una canna và! Anzi non la fare che non ne sei capace! (borbottando) Ciddone!
- Buonanotte
- Buonanotte un cazzo!