domenica 12 maggio 2013

GLI AMICISTI ANONIMI - OPORTO DI MARE



(qui il primo episodio della saga)

Prima di iniziare: mi è stata mossa una critica. Non si capirebbe chi sia Peee.
- Nzì capisc cià soun!
Ok, visto che chi di dovere non lo capisce, da ora in poi, visto che faccio in tempo, PEEE SARÀ KILLAHCCHIOTTO, un misto tra un Dj e un ORSACCHIOTTO.
L'hai voluto tu, Ex-Peee.
E chi vuol capire, capisca.

Gennaio, 2011.
Gli Amicisti Anonimi, alcuni Amicisti, decidono di passare un tranquillo weekend di paura.
"deh bimbi per Oporto prendete il filobusse
e scendete alla fermata Oporto,
La fermata è li dopo la rotonda."
Meta delle loro scorribande, questa volta, Oporto, città dell'omonimo liquore (ok, senza una O, il Porto), città del baccalà (come tutte le città del Portogallo), città che ha dato i natali a personaggi del calibro di Manoel de Oliveira, regista bacucco che dirige film per lo più soporiferi, a 127 anni, e Andres Villas Boas, allenatore che sta sul cazzo pure a sù madre, città Unesco, ché l'Unesco dà un po' a tutti i quanti il suo marchio basta chiedere con gentilezza, ma soprattutto città che da Fuoricorso, con volo SperochenonmischiantoAir da 20 € ci fai andata e ritorno.

La formazione: Io, Giacchinadidas, Sinagoga, Killahcchiotto, Basetta, Ammortepresidente, la new entry Paperella (nel senso di una paperella di peluche con cui noi ci rapportiamo con la forza del pensiero) e, inizialmente, Paurooso.

Inizialmente.
Paurooso è cagionevole di salute. Si narra che al cinema si porti la copertina cosicché non prenda freddo alle gambe. E no, il gomitolo per lavorare a maglia non lo porta.
"a quanto è data la febbre di Pau? A 1,35"
I giorni anteriori alla nostri partenza si accettano scommesse sul fatto che Pau il giorno della partenza abbia o meno la febbre. Il Sì, avrà la febbre è quotato a 1,35, il no, non avrà la febbre, vabbè non esageriamo avrà la febbre, ma verrà lo stesso è quotato a 7.
L'allibratore Killahcchiotto incassa scommesse da tutto il mondo, il famigerato “Clan degli Zingari” del calcioscommesse vorrebbe far partire il febbrescommesse. Ma noi no, noi Amicisti Anonimi siamo sì anonimi, ma anche integerrimi, sebbene non tutti del gruppo capiscano il significato della parola integerrimi e pensino sia un Gerry Scotti interista.
Giorni febbrili, dunque.

Arriva il giorno della partenza, il bus navetta in stazione ci porterà all'aeroporto.
Alla parola bus navetta, Ammortepresidente si gasa. Oltre ad essere l'uomo di maggior compostezza e stile del gruppo, è un amante del mare e di quel pro-fu-mmo di sal-se-ddi-nne ah ah bbronzatissimo, così amante che l'avrei voluto soprannominare Ammiraglio (che tra parentesi è uno dei due epiteti che gli appioppo solitamente di persona, l'altro è Esimio).
Si presenta, in poche parole, a fine gennaio, vestito da marinaretto: - Ma come ti sei vestito Ammò? - Scusate, non andiamo ad Oporto, nota città sull'Atlantico, mio Oceano preferito, in bus navetta? - Eh, ma ver... - Allora, Vroccula e predicaturi doppu Pasca perdunu 'u sapuri! - Ma chi sti dì?
Ah, altra cosa: Ammortepresidente comunica col mondo quasi esclusivamente tramite proverbi calabresi.

Siamo tutti. Arriva anche Basetta, scortato dalla sua ambulanza privata.
È nato un bel rapporto tra l'amicista investito dall'autoambulanza il giorno della sua laurea e la ASL di Erremoscia.
Basetta fa ciaociao con la manina agli amici portantini che rispondono sventolando il fazzoletto bianco a mò di arrivederci amore ciao le nubi sono già più in là. Siamo tutti commossi. Scene che ci fanno partire con una carica di tenerezza ché il Killahcchiotto inizia ad abbracciare e dare bacini alla Paperella al grido di QUAND'È TENERA 'STA BASTARDA!
-Tussa e ammuri non s'ammuccianu, ci dice Ammortepresidente.
Quanto è vero.

Manca solo Paurooso.
Chiamiamo: - Proon... COFF COFF COFF FEBBROOSO tu tu tu tu tu tu
- Che dice? - Da quello che ho percepito non viene.
Esulta Sinagoga. Se fosse venuto Paurooso, lui non avrebbe avuto il letto (abbiamo affittato un appartamento con 6 posti letto e il Sinagoga, piuttosto che mettere i soldi per un letto in più, si sarebbe fatto tagliare le braccia, già corte di suo), bensì avrebbe dormito in vasca da bagno. True Story.

La Paperella, la nostra new entry, è emozionatissima. Divide a Fuoricorso una doppia con Killahcchiotto; si sa, tra morbidosi tenerissimi ci si intende, ed è la sua prima volta all'estero.
Saliamo sul Bus navetta. Ammortepresidente tenta di appropriarsi del “posto di comando”, che sarebbe poi il posto del conducente:
- LEVATE GLI ORMEEEG...
Schiaffo + saponetta del conducente del bus = - ok, vado a sedermi con gli altri natanti, ma si ricordi che U RISPETTU E' MISURATU CU LU PORTA L'AVI PURTATU !
I 10 minuti che ci separano dall'aeroporto passano ascoltando le “Favolose avventure capodannesche del Basetta”.

- Meh ragazzi, allora stavamo in questa casa e niente praticamente abbiamo mangiato e bevuto come maiali e niente poi alla mezzanotte abbiamo stappato lo spoumante e abbiamo sporcato TUTTI I MURI A SFREGIO, poi niente abbiamo pisciato nel corridoio, uno ha vomitato in un letto a caso nella casa di 'sti fessi. Ahahahahahahhaha, poi per concludere, ci siamo fregati bicchieri vari e abbiamo preso i soldi dalla cassa comune. Nono veramente i vandali!!!

Quella birba del Basetta ha dimenticato solo un piccolo particolare:
era casa mia.

Pau sempre con noi
Colluttazione tra me e il Basetta e gli altri Amicisti (a volte) non violenti per separarci. Il viaggio inizia con le migliori intenzioni di pace, amore e fantasia.
La fantasia è anche quella di portare Pauroso con noi, idealmente e nel nostro cuoricino.
Troviamo una carrozzella all'aeroporto, a cui attacchiamo il biglietto SperochenonmischiantoAir stampato. La Paucarrozzella è l'ottava partecipante al viaggio.

Sull'aereo, partito in perfetto orario, parte la sagra dell'insaccato: usciamo panini come se fosse una Festa dell'Unità old style. Combo diaboliche melanzane-mortadella-scamorza affumicata impestano l'aria aereosa (cioè dell'aereo) di fraganze pecoreccie e coatte. Abbiamo anche frutta, dolce, caffè e ammazzacaffè.
Cioè che la classica parmigiana di ferragosto al mare sotto 50 gradi ce fa 'na pippa.
Ma, perdindirindina, ci siam dimenticati il fiasco di vino e la zampogna, affinché potessimo ricreare una vera atmosfera genuina e de cambagna.

La paperella ha una crisi di panico, soffre di aerofobia. Killahcchiotto le stringe la manina palmipede di pezza, seguono sguardi passionali di lovelovelove e limone tranquillizzante.

fa ride
-...si pregano i signori passeggeri di spegnere i telefoni cellulari e vi auguriamo buon viaggio a bordo dell'aereo XT4..., ma cosa fa! Chi è lei, scusi (rumore strani, urla e strepiti) aaaaaaaaa (seguono due secondi di silenzio, si ode una voce maschile dal chiaro accento calabrese).Volevo aggiungere che “Fimmina de ghiesa, diavulu de casa” (silenzio)”.
Torna Ammortepresidente, che era andato un attimo in bagno per svestirsi della sua tenuta marinaresca:
- com'è? Tutt'appost?
- Sisi, i bagni sono molto confortevoli.

Veniamo redarguiti per tutto il viaggio dal personale di bordo.
Ma arriviamo incolumi.

(tubbì continued, e questa è solo la parte prima di arrivare, le altre parti fra mesi o anni)

quanto è tenera 'sta bastarda!


TRIGRE CRONTRO CANNOLICCHI

Per tre mesi l'ispirazione è stata a zero.
Poi ti blocchi per strada, una settimana fa, e ti riparte l'embolo: rileggi alcune mail, che di per sé ti portano a pensare alla tua condizione personale.
Pensi al presente leggendo il passato.
Pensi in pochi momenti, ma troppo.
Poi scrivendo a persone e a cui tieni e che non senti spesso, pensi (ancora), fai il resoconto del momento (ancora) e capisci che sei inconsapevole. Di quello che stai facendo, del fatto che queste settimane sono in mood “ma chi cazz mi l'ha fatt fà” (e quindi sei lamentoso abbestia), che da qui a tre mesi stai chissà dove (Bruxelles/Lussemburgo/Arscentina? (sè, magara)) e si inizia a riiniziare tutto dall'inizio.
Altro giro altra corsa siòri.
Consapevole di essere inconsapevole (concetti che ho già affrontato e sviscerato nelle puntate precedenti).















Notizie belle, di amici a cui tieni che stanno da dio (e che hai sempre sperato stessero così), notizie meno belle, bubboni che ti crescono sul polso (niente di che, peste bubbonica. o ciste tendinea, una delle due), la primavera che, climaticamente, tarda ad arrivare.
Esticazzi?!
Devi studiare e non ne hai voglia.
Meglio fare nottate e massacrarti durante la settimana. Yep!
La consapevolezza arriva quando, biascicanamente parlando, “introietti” che vuoi tutto ciò e ne vuoi sempre di più: vuoi i problemi, il sole che ti acceca dal cortile di casa, il preparare all'ultimo secondo lavori per il giorno dopo, vuoi provarci ed essere deluso (o no, il punto non è quello), vuoi essere provato e deludere (o no, il punto a volte è quello), vuoi semplicemente ruzzare (cercate su google) e vivere il momento.
Essere effimeri è la chiave ora.
Un anno fa, ma anche pochi mesi fa, mi chiedevo che cazzo avrei fatto da lì ad un anno: ora ho smesso. La gente parla di futuro, mi chiede del futuro.
Glisso.

E qui ritorna la metaforona del viaggio. In bus. O in treno. Basta che ci sia un finestrino e un paesaggio da vedere.
  • Signori si parte! Salite sul bus!
  • Per dove?
  • Boh. Sali cojone!
In questi mesi mi doto di una cartina (nel senso di mappa, che avete capito), pian piano la strada si fa. E ho il paesaggio, ergo quello che vivo.
Bolo, il Master, la cumpa, le serate, il parchetto, i cannolicchi, il “tigre” (per inciso, appellativo che mi porta sfiga), la coglionaggine.
Sono il paesaggio (riflettendoci, proprio a livello di mio riflesso, sono anch'io parte del paesaggio).
Magari allungo la strada, ma quello che vedo per ora ci sta.

Muoiono la Thatcher e il Gobbo. Il mio amico Mimmone lo aveva previsto.
Dice che entro l'anno muore B.
Dormo poco ma non sono particolarmente rincoglionito durante il giorno.
Un altro anno calcistico senza una gioia (vabbè aspetto il 26 maggio).
Ho un timbro con un cagnolino scemo.
Ah, poi ho sdoganato il cinema orientale.
E ho scritto in velocità 'sti fatti un po' in seconda persona un po' in prima.
Così come viene.
Credo che finirò il resoconto del viaggiominchia di Oporto.
Ah, no devo studiare.


sabato 23 febbraio 2013

ESTEMPORANEO/2: DEL NOSTRO TEMPO RUBATO (o di quello che da lunedì ci ri-ruberanno).


  • Scrivo dalla natìa Terra, richiamato dall'adempimento del dovere elettorale. Per la prima volta in vita tua, oltre che votare al Senato, tecnicamente non sai 'ndo fa la crocetta, o per lo meno non scrocerai con convinzione. Eliminando i sempre più inquietanti e qualunquisti (non so, ma solo a me ricordano la folla festante che ascoltava il bungee jumper 70 anni fa?) seguaci di Grillo (momento trivia: sapete come è chiamato il Grillo Parlante di Pinocchio in Spagna?), vabbè, nemmeno dobbiamo sta a parlà di quel 20/25% di italiani che da un ventennio si dimostrano simplement ridicoli, rimangono poche scelte. Tipo turarsi il naso e sperare che il popolo italiano non scoreggi metaforicamente, e non si ripropongano vignette de 'sto tipo (2006, si badi bene, ditemi se non è attuale). 
?
  • Oppure annamo tutti alla festa di laurea di Oscarone Giannino, che poteva essere il primo premier mondiale porno-hipster e invece si inventa titoli accademici. Mannaggia li pescetti signò.
  • Un mese, da quando sono ri-emigrato nel medio nord, sempre Bolo, sempre quartiere Lame. Sono un abitudinario, sì, non vivo lontano dal Lumiere, dal Paladozza, dal Pratello, da quell'architettura facista che dopo un po' ti sembra casa.
  • Ti imponi, alla tua partenza, alcune cose. “dai cazzo devi comportarti in un certo modo”, seguire delle auto-imposizioni che il tuo ego, lapalissianamente, ti ha orgogliosamente suggerito. Inizia quello che devi da fà, il masters (la S fa wuozzamerigan), tornare ad una normalità decennale, "astrarti" dal tuo passato, trovare il tuo futuro, vivere il tuo presente (e che mi vengono così, da diario di seconda terza media). E, meravigliandoti della tua prima, seria maturità, a 29 anni le segui benissimo e ti astrai senza sforzo

  • Le cose cambiano. Più velocemente di quanto tu possa immaginare.

  • Visti un sacco di film negli ultimi 3 mesi. Cioè, in 3 mesi ne vedi di films (la S fa wuozzamerigan). Bene. Notevole doppietta Miyazakiana Porco Rosso/La Città Incantata (sdoganato nella sua interezza, finalmente), recuperati Effetto Notte, C'eravamo Tanto Amati (ora capisco chi ha ispirato la Meglio Gioventù), Amore e Guerra (solipsismi woodyani vi amo) e Rapina a Mano Armata, ci si dirige verso trilogie ultra-reclamizzate che ti deludono, in parte, ma ti deludono perchémiaspettavochemiavrestisopresomaledettoregistadimemento. Di Batman di Nolan salvi Joker, chè poi Joker lo arrestano nel secondo, e nel terzo non capisci perché tra tutti i malamenti evasi in una New York/Gotham City in balìa della terza guerra mondiale, lui non ci ci sia. Voi direte: “è morto Heath Ledger!”. E ci avete pure ragione. Ma se schiatta un Ledger, mettimi un, uhm non so, Mark Wahlberg a sorpresa, ché si assomigliano pure.
    Vabbé scusami Cristopher. Comunque, tornando al punto del Cinema, V per Vendetta e Magnolia li vedi per la prima volta con neofiti wuocchi. Grillino il primo, lunghissimo il secondo, ma con abbagli favolosi. Cioè, prenditi una rana in testa e poi ne parliamo.
    I meglio sono i films (la S fa wuozzamerigan, non so se l'avete notato) sudamericani (o comunque di lingua spagnola; è un mondo da scoprire giovani): il tarantiniano/spagnolo Balada Triste de Trompeta (che in Italia è più o meno Ballata dell'amore e l'odio) che quando lo finisci di vedere dici: ma watafacca o mathafacca (dipende se tu sia Spittycash o meno), Elefante Blanco (a cui Gomorra, colonna sonora neo-melodica a parte, je fa 'na pippa) e NO!. Pablo Larrain spacca. Se volete sapere cosa sia la Libertà, senza il PopoloDella e con la Aconl'accento maiuscola, bisogna che ve lo vediate 'ppe forza. La dittatura di Pinochet che crolla inaspettatamente nel '89, le limitazioni delle libertà, oramai incancrenitisa in 20 anni di dittatura, finiscono nel momento in cui porti avanti un'idea semplice ed infantile: la felicità, la gioia di vivere, la speranza di un mondo, molto retoricamente, migliore. Concetti basilari da prima elementare, astratti, portati all'estremo e resi storicamente verosimili, ché guarda, dopo aver visto 'sto film dici “Clint Eastwood che ha fatto Invictus chi???”.
    Il male si può combattere con un arcobaleno. Cristo. È che quando lo vedi pensi che non possa essere successo, invece è così: fomentare la Libertà in ognuno, superando la paura di esporsi, con la canzoncina/jingle, col sorriso, con la fiducia nel prossimo. Cioè pare che sia una campagna elettorale portata avanti dai teletubbies. E mi sono pure accorto che ho spoilerato come le pazze, mi scuserete.

  • Musica “scoperta”? I Vadoinmessico. La terra di mezzo tra il taratattatà flamencheggiante e l'indie non snob, che te fa move la testa a tempo, senza pensare a quello che ascolti. Da notare, inoltre, Melissa Laveaux (una Tracy Chapman francese) e gli Here We Go Magic.
    "A Giannì, nemmeno ar 4 ppe cento arivi"

  • Il calcio, questa stagione, è morto quando il Maestro è stato cacciato da una dirigenza incompetente: dovevi da prende la squadra, dovevi da cazziarla e dovevi da dije: “giovani, questo è l'allenatore, queste sono le sue regole, chi c'è, c'è, gli altri fora di ball! Pure tu daniele de rossi che fai finta de non stà ad ascoltà, 'tacci tua.” Comunque discreta soddisfazione sfonnare la giumenta in casa dopo 9 anni. Che 9 anni fa, il 4 pappine e a casa, lo vidi su sky a casa de amici in uno dei primi box fastweb, quello con tivvù incorporata e internet supersupervelocissimo (relativamente all'epoca) che con winmx in 4 minuti già te scaricavi un film. N'gulo se mi sono invecchiato, sono pure quasi brizzolato.
  • Iniziato un Master, in cui studi materie, per lo più, nuove nuovissime. Alcune cose, tipo economia internazionale, non le digerisci, e lo capisci quando ti ritrovi a mirare il muro, una pagina o il professore stesso intere mezz'ore, con la tipica fissità dell'ottuso. Altre, invece, ti stanno aprendo la mente a colpi di schiaffoni scienzo/politici. Suggestivo, comunque, che ti raccontino gli ultimi 60 anni di Storia come una storia, da seguire appassionatamente, e non più come un "allour quest è Yalta poi c'è Stalin che è un matto, poi arriva crisi di cuba bomb atomica krusciov che limona, poi vabbè guerre qui e là, reagan blabla breznev afghanistan poi arriva gorbaciov e finisc", entrando effettivamente dentro le dinamiche che ci hanno portato al "qui e ora".
  • Le cose cambiano dicevo, i rapporti pure e le priorità anche. Così in pace con me stesso, sereno e tranquillo, non lo ero da tanto tanto tempo. Ora, sempre precariamente ok, ho una strada, che magari risulterà essere senza uscita o interrotta, ma che mi sta facendo viaggiare con la mano fuori il finestrino, come in cerca di vento rinfrescante.
    E a chi ti faceva pen(s)are fino a pochi mesi fa, ora auguri sinceramente tutto il bene del mondo. Se sei quello che (non) sei è grazie a chi hai conosciuto, tipo questa persona. È una sorta di costruttivismo personale/sociale. Mi "costruisco" nelle relazioni sociale. 
     Mi raccummann” (mi raccomando).
    Quando sai che non vedrai qualcuno a cui tieni/hai tenuto per molto tempo, queste sono le ultime parole che proferisci. Mi raccomando, fai a modino. Mi raccomando, non perdere di vista le tue priorità. Mi raccomando, continua ad essere quello che sei stata fino ad ora. Mi raccomando, stai bene.
    Come ho sempre desiderato che tu stia.



mercoledì 6 febbraio 2013

LA MACCHINA DEL FANGO


Ma fate sempre così tra di voi?”


In tivvù c'è il noto coprofago Paolini che ascolta l'omino di Rai Sport disquisire presumibilmente di sport, e annuisce, tutto concentrato. Il giornalista parla parla parla, ma sa che dietro di lui incombe il fottutissimo quatr'occhi, che in quattro e quattro otto ne potrebbe dire quattro, for example, un Varriale Cornuto ci starebbe proprio bene.
Come in un western di Leone/Corbucci e, a questo punto, di Tarantino, i due contendenti si temono, si scrutano idealmente, si annusano.
Si nota una sorta di tacito rispetto delle due parti dicotomiche giornalistachefailpropriolavorolevatedarcazzofammeparlà/cacacazzotelevisivopatentato.
Ché tanto poi a collegamento finito saranno inevitabilmente calci pugni scoppolotti saponette in testa e sputi 'a merda viè qua!.
Una legge della giungla mediatica, una Macchina del Fango, in quanto te me butti nella merda fango e io te corco de mazzate.
Imprescindibile è farlo GRATUITAMENTE (mica te devono pagà, intendo nel senso di farlo così, a sfregio, senza una motivazione specifica).
Ma nel linguaggio dell'uomo qualunque che non sa scrivere cualuncue, cos'è la macchina del fango?
È macchina del fango, naturalmente, sputtanare qualcuno su giornali, tv, media in genere, eccetera eccetera.
È macchina del fango un macchina completamente ricoperta di fango, sebbene, nel caso specifico, sarebbe meglio chiamarla macchina NEL fango o macchina SOTTO il fango.
Ma così dottor divago troppo.

Da un 3 barra 4 anni anch'io faccio parte, non rendendomene pienamente conto, della suddetta categoria/insieme, ovvero di tutto cioè che si riconduce all'affermazione “Macchina del Fango”.
Così viene battezzata quella goliardica “guerra” intestina ad un gruppo di amici, in cui tutti gli ischerzi sono ammessi, in cui la presa per culo, che corre per strada o sul web, è all'ordine del giorno e data in pasto al pubblico manubrio. Non importa il grado di cattiveria o scurrilità, l'importante è mettere la tripla, come si definisce la battutona giusta al momento giusto.
Ma, oserei dire antropologicamente, come si sviluppa questa fanghiglia?
Possiamo dividere la Macchina del Fango in: Reale e Surreale.


Macchina del Fango Reale

Che riguarda le interazioni reali, fisiche, quelle di tutti i giorni.
Ti incontri al bar per strada in casa al mare in montagna in collina e in tutti i laghi e in tutti i fiumi bevi e pare che ci si incontri semplicemente per farsi du' chiacchiere amabilmente, in allegria e in tranquillità. E invece no.
Ci si smerda adottando diverse tattiche diaboliche tra le quali:
il “ti saluta stocazzo”: nella macchina del fango non ci si saluta con un semplice ciao o “bella gigi com'è?”. Ci si insulta con la prima stronzata che passa per la mente: “testa di cazzo!” “o merda!” “o ragazzi è arrivato quello scandalo di uomo di nomeacaso”, “Ueilà il budello di tu mà”, “Confidiascuola? EH? Puppa! Che boccalone”.
Che scherzo del menga. Cioè veramente che intelligenza scarsa, sempre questi soliti scherzi.
Il “ricordaèstatosolounbruttosognociccione democratico”: dalle 3 alle 6 persone, il tutti contro uno, il povero cristo che viene massacrato dal resto del branco sulle sue debolezze, sbagli, errori, difetti e chi più ne ha più ne metta. La differenza, metaforica, con l'esempio classico, e cioè la saponettata a Palla di Lardo, è una sola. La macchina del fango colpisce duro ma è anche democratica. Lo zimbello di turno siamo tutti. Alla media di 10 minuti di prese per culo a testa, si creano alleanze che guarda nemmeno il peggior stronzo guerrafondaio di Risiko, con il cronometro che fissa l'inizio e la fine del pubblico ludibrio. Smerdiamo Ics, 10 minuti e smerdiamo Ipsilon, poi altri 10 minuti smerdiamo Pigrecomezzi, poi altri 10 minuti smerdiamo Alfaomenga, 10 minuti e poi smerdiamo Ho finito le lettere greche e così via, fino a quando qualcuno dice “andiamo a bere, chi offre?” (e qui la risposta classica sarebbe sempre “il budello di tu mà!”).
"mo so cazzi tua"
Il “le sciampistecefannonapippa”: nella macchina del fango, nel gruppo che la utilizza come stile di vita, non esistono segreti di sorta, non ci sono non detti, tutti sanno di tutti le magagne, i segreti e le aspirazioni più profonde nonché i sogni nel cassetto più o meno inconfessabili. Se Ics si tromba una tipa, dopo due ore, il branco lo saprà. Se Ipsilon si ubriaca, tempo mezz'ora, il branco lo saprà. Se a Pigrecomezzi scappa la cacca, tempo 5 minuti, e il branco lo saprà. Non importa che tu sia in Italia, in Belgio, UK o Sudamerica. In massimo 10 ore tutti sapranno li cazzi degli altri. L'importante è che siano episodi da poter rinfacciare senza se e senza ma. “Oooooo te devo dì 'na cosa!!! Ics ha scoreggiato! Scusa mi svegli alle 4 di notte per dirmi questa stronzata? Si!”. Pettegoli! pipipipipi.
Il “scherzo violenzo”: premettendo che la violenza fisica è assolutamente bandita, ci sono eventi eccezionali ed irripetibili per cui la violenza, o per lo meno un accenno di essa, è concessa. Esempi: lauree, matrimoni ortodossi, cresime, bar mitzvah, discussioni semiologiche e risse al di fuori della volontà comune.
Di solito la violenza si manifesta in coppatoni e pattonate (cioè lo schiaffeggio in testa e all'unisono del malcapitato) uniti a violenze psicologiche (oltre che fisique) varie come il video dell'Ics che vomita (che sarà irradiato sul webbo) o la borraccia a forma di pene fatta bere all'Ipsilon, legato come un salame milano e ubriaco come un alcoolizzato ad un raduno di alpini.


Macchina del Fango Surreale

Si vive oramai una sorta di vita parallela e virtuale. Le tecnologie più disparate hanno aumentato la nostra cognizione del mondo che ci sta intorno (ma questa affermazione è ampiamente opinabile, visto che molti coglioni sono ancora più coglioni grazie ad Internet).
Ed hanno aumentato anche la voglia di prende ppe culo il prossimo.
Nella Macchina del Fango, anche il web, e in particolare Facebook, ha un suo ruolo preminente. Come può il branco, il gruppo, l'associazione scherzosa infangare il prossimo suo come se stesso? Lo vedrete appena finisco a scrive 'sta frase, che mi sto dilungando apposta apposta e a sfregio per far aumentare hitchcockamente la suspense in maniera proprio guarda vertiginosa che mo che finisco non vedrete l'ora di leggere.
Ma se non avrete già cambiato pagina, cosa che in fondo sarebbe anche cosa buona e giusta, vi meritate queste categorie:
Il “vado al cesso e mi cambiano la status su Facebook”: chi non ha mai lasciato inavvertitamente aperto il proprio profilo su Facebook? Bene, nella Macchina del Fango se lasci il Pc 30 secondi, torni e scopri che ti hanno scritto sullo status:
et voila, la smerdata è servita
Cosa più inquietante, accade anche se sei solo in casa. Lo spirito del buontempone colpisce in maniera inspiegabile ed inquietante. Io personalmente, anche per bere un bicchiere d'acqua faccio log out, consiglierei a tutti di farlo.
Tra le frasi più gettonate ci sono i "classici" sul coming-out o le tipiche frasi di schernimento che vanno dal “ho il pisello piccolo”, passando per “mi puzza il culo e/o le ascelle e/o i piedi e/o il fiato”, arrivando a “ai primi 40 mi piace verrà offerto un giro di bevute gratis”.


Il “foto-smontaggio”: è un fotomontaggio che prende di mira uno del gruppo della Macchina del Fango e lo smonta, abbinandolo all'essere più ridicolo sulla faccia della terra. Il fotomontaggio va poi sulla pagina del suddetto (e oramai) zimbello dell'universo taggando circa 1500 amici di chiunque. Tutti lo devono vedere e tutti devono dire la propria, di solito è un (benevolo) “HUAHUAHUAHUAHU”, o un “sei uguale, con quella faccia da cojone che te ritrovi poi!”, oppure un “d'ora in poi per me il tuo ricordo sarà associato a questa immagine”. Si annoverano tra i fotosmontaggi abbinamenti carpiati come Marisa Laurito, il Mago Otelma (reperto 1), Pirati (reperto 2), Ebrei ortodossi (reperto 3), Orsacchiotti tenerissimi (reperto 4), o Gianluigi Paragone (che è già di suo uno schifo che levati).
reperto 3
reperto 1

reperto 2

reperto 4




Il foto-smontaggio ha in sé due sottoinsiemi, il primo,
il “super-sosia improbabile”, che si riconduce al postare la foto dell'essere vivente più famoso somigliante allo smerdato, che, si badi bene, non è mai un fine statista o un attore che fa bagnare le donne del globo terracqueo, ma sempre uno povero stronzo che nemmeno più alla Talpa lo prendono che non fa share non fa audience;
il secondo,
"Ciao, sono l'amico buontempone che vi tagga tutti,
ché tanto sono a Londra e non sono a rischio rappresaglia"
il “vi taggo impavido con foto rebus”, che sottintende la dura presa di posizione di un solo membro della Macchina (il più delle volte qualcuno che non è lì con gli altri del branco e dunque non può essere preso a schiaffi e pernacchie) che tagga gli altri membri con simpatiche foto e giuochi di parole, di cui qui a lato abbiamo un fulgido esempio. 
il vi cito in un blog raccontando li cazzi vostri”: metatestuale, in questo caso. Quando qualcuno della macchina ha il coraggio e la memoria per raccontare fatti e avvenimenti che nessuno dovrebbe sapere. Magari solo il diretto interessato dell'attacco bloggista sa che è stato citato, magari invece più gente lo sa, magari tagghi il mondo e fai capire chi sia. Magari io in questo post, ho messo foto e citato così tante persone e avvenimenti che CHI SA LO SA, anche se queste ultime quattro parole messe lì non significano una beneamata.
Uomo avvisato, mezzo smerdato.

In ogni caso, bisogna saperci stare nella Macchina del Fango.
Bisogna che, come in fondo in tutte le famiglie, nel male, superficiale e goliardico, ci sia uno gigantesco strato di semplice bene e di rispetto sincero nell'altro.
Perché quando passa, la Macchina del Fango ti lascia la voglia de stà 'nsieme e ridere di essa, senza rancore, ma bensì consolidando rapporti che vanno al di là dell'uscire a fà serata.
Perché, cè capito, poi ci ricorderemo di 'sti ricordi come i più belli de 'a vita nostra.
Perché l'ultima frase l'ho scritta apposta tipo baci perugina o finale di dawson creek, ché fa tanto Stand By Me.

E poi, diciamocelo và, sai che due coglioni 10 cristiani seduti che si rispettano profondamente e nzè pijano per culo.

E andiamo su, 'ndiamo!

mercoledì 19 dicembre 2012

LA DEMOCRAZIA CORINTHIANA IN PARADISO

Da questa settimana scriverò a titolo gratuito per un giornale gratuito, tipo Leggo, di cui, ad essere gratuitamente sincero, nemmeno ricordo il nome.
Parlerò di calcio. Strano.
Ergo, di solito, quando vedrete sul blog qualcosa sul futbol, è perché agg' scritt n'articolo.




La libertà è una cosa che genera responsabilità, bisogna saper amministrare questi due aspetti. Il calcio è l’unica azienda nella quale il lavoratore è più importante del padrone. Il calciatore può essere osteggiato, limitato, ma alla fine è lui ad avere le carte migliori per cambiare lo stato delle cose. Questa certezza si cementò nello spogliatoio del Corinthians, radici che nessuno è più riuscito a estirpare. Ed è stato un processo che ha aiutato i brasiliani a sollevare la testa e a liberarsi dopo vent’anni dell’oppressore”.

Socrates


Domenica si è giocata la finale del Mondiale per Club, la vecchia Coppa Intercontinentale.
Da una parte il Chelsea di Abramovich, dell'oligarca uscito dal nulla durante il post-comunismo, che ha speso più di chiunque altro negli ultimi 10 anni, rappresentando il dio denaro rapportato al calcio moderno, quel “No Al Calcio Moderno” che abbiam imparato a conoscere. Una squadra costruita comprando i più forti, senza badare al portafoglio.

Dall'altra il Corinthians di San Paolo, il Timao, una delle squadre più popolari del Brasile (più di 30 milioni di tifosi), testimone tra il 1982 e il 1985 di un evento epocale nella storia del calcio: l'esperimento della Democrazia Corinthiana.

Il tentativo di trasformare una squadra di calcio in un organismo in cui tutto (dai pasti, al ritiro, alla formazione, agli stipendi) veniva messo al voto e in cui tutti (il magazziniere, i giocatori, il presidente) avevano la stessa voce in capitolo e lo stesso potere di voto.
Un esperimento socialista di democrazia, negli anni in cui il Brasile era ancora sotto una feroce dittatura. Il Corinthians scendeva in campo con la scritta Democracia sulla maglietta. Vinse due campionati paulisti, ma la vittoria più grande fu quella di essere, in un certo senso, d'esempio per un Popolo che cercava da venti anni la propria libertà (che avrebbe difatti ottenuto di lì a pochi anni).
Portavoce di quella mitica squadra era Socrates, elegantissimo calciatore, famoso per essere militante di sinistra nonché dottore in medicina (da qui il soprannome il Dottore), passato un anno anche a Firenze, con poca fortuna, e morto di un'infezione intestinale, frutto di una vita caratterizzata da fumo ed alcool, il 4 dicembre di un anno fa.

Bene. La partita l'ha vinta il Corinthians 1a0 con gol del centravanti peruviano Paolo Guerrero.

E non è difficile immaginarsi Socrates, ad un anno dalla sua morte, che guarda da lassù la sua squadra, i suoi colori, per sempre ancorati al ricordo di una visione utopistica di vita e di sport.
Li guarda vincere e li saluta col pugno alzato, sorridendo ai nuovi Campioni del Mondo.






mercoledì 5 dicembre 2012

UNA DOMENICA


"...ciao ciao buona domenica,
davanti alla televisione,
con quegli idioti che ti guardano
e che continuano a giocare...”

Trovarsi il giorno del proprio compleanno nella casa natìa non mi capitava da anni.
Essendo poi di domenica, la sensaziuone da figghio figghio prediletto AUGURI! Con cosa vuoi banchettare? Cosa ti cucina mammuzza? Io e la zia cucineremo e tu mangerai come fossi un reggimento di alpini non mangiati (cosa effettivamente verificatasi), si moltiplica, mi stordisce e mi inebria.
Sveglia verso le 10,30/11, il tempo di smaltire la labirintite post/buongiornomondo/vaffanculoalcool da 'ndo cazzo mi trovo e odo come un tintinnio di passi convulsi, rumori di piatti, padelle, pentole, neanche fosse una televendita del buon Giorgione Mastrota.
Alza la tapparella, la famiglia t'aspetta.
Arrivo in cucina in pigiama (molto fashion il completino, pantaloni blu con strisce gialle e maglia di cotone nera a maniche lunghe di Emergency), con gli occhi cisposi e gli occhiali in punta di naso alla Paolo Panelli e scorgo la line-up: madre+zia, denominate Sorelle Bandiera, intente a cucinare diosolosaccheccosa+zio, il classico zio che fa caciara e che tutti i tuoi amici rimembrano (storici i suoi: - Maaaaaagn lu pooll! - No grazie, sono pieno! - Allor chi cazz 'i vinut a fa?! Oppure: - Montesilvà biv! - No guardi la ringrazio, squisito! - Ma vaffangul và!), che fa, oltre il tifo per le donne ai fornelli, anche il compleanno come me medesimo.
Lu ddù di dicembr nasc sol la ggend 'ndeliggend, ci dice da anni a grandi e piccini.
E come dargli torto.
Non faccio in tempo, quatto quatto, tomo tomo, cacchio cacchio, a girarmi senza essere visto, che arriva una scarica di UEEEEEEEEEEEE, AUGURIIIII, tirate di 'recchie, coppini sul cozzetto e sei diventato un vecchio di merda.
L'Uomo del Monte ha detto "ma quanto magnate"
Le flag sisters stanno cucinando solo: antipasto della casa, 2 finti primi (2 kg tagliatelle mascarpone/funghi, e 2 kg tagliatelle al sugo) 2 secondi ( 30 costatine di maiale impanate al forno e fritte+ 50 polli fritti, vera ricetta australiana), 32 contorni che non ricordo (ero obnubilato dalla carne, tipo l'intera valle degli orti), vino acqua cochetta, quantità di frutta che l'Uomo del Monte quando l'ha vist ha detto voi siete pazzi, tiramisù/torta, caffè, amaro e alla fine bomboniere per tutti, una statuetta stilizzata di me sulla tazza con lo squaraus.
E dire che non siamo in formazione completa: madre, padre, fratello, zia che frigge e suda suda e frigge, zio caciara festeggiante, cugino, zia sarda, zio non sardo, cugina, marito cugina, figlia pacioccona. Manca sorella con famiglia, in buonauscita.
Si banchetta e si magna e si beve vedendo il Magico Pescara ottenere un buon 1a5 in quel di Napoli (sul 1a2 avevo azzardato un vuoi vedere che quasi qu... 3 gol del Napoli in 40 secondi).


"braaavo, mangia mangia a mammuzza!"
Io do tutto in tavola, come sempre, non ho da rimproverarmi nulla, addirittura il binomio sorelle Bandiera, facendomi Danpetersonianamente nummerouno con i pollicioni, mi dà la conferma di questa mia bella prestazione gastronomica.
Burp.
E in un menchenonsidica sono le 15, c'è l'A.S. Roma, c'è l'A.S. Roma contro lo spauracchio Siena, devo mettere l'inno (anche quello in inglese), devo cantà, devò fomentamme.
Ciao belli, ciao madre, ciao famiglia vado alla tv adibita a Roma Club Casa Natìa a vedere la squadra del mio cuoricino e ce se becca tra un paio d'ore e bella per voi e NDO CAZZO VAI mi rispondono.

C'è la torta.
No. LA TORTA NO.
Ma è Cecoslovacca con la crema tedesca.
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.

Dovete sapere che il rito della torta è sacro. Sacro nella santissima sacramentissima famiglia mia, che tu sia bimbo, adulto, anziano, uomo, donna e, persino, juventino (noi rispettiamo tutti, anche i gobbi). Soprattutto per madre, che spaiata da sorella zia, si gasa nel cantare e raggiunge note e bemolli che nessun essere umano riesce a raggiungere.
Si deve cantà, si devono battere 'ste mani, e 'ndiamo su dai cantate con convinzione.
Eddai, vai, ok, sbrighiamoci però eh, che i players stanno entrando nel campo regolamentare di giuoco e il Maestro è già alla decima sigaretta elettronica.
Panico.
Manca la candelina del 2, che servirebbe (per l'ultima volta direi) a me.
La meravigliosa idea di mother è schiaffare due candeline da 1, creando così il tricandela 119, cioè 1+1 e 9.
Mia madre ha brevettato la candelina Zamorano.
Sì, mammina-mammuzza bella, però diamoci una mossa che c'è la squadra della capitale che scende in campo ad onorare la maglia storica, dai, soffio al volo, foto, sorrisoni, tantiauguriate e ciaciacia.
- No che c'è prima lo zio caciara!
Pfffffffffffffff.
Rullo di tamburi, ooooooooooooooooo, sssssoffioooo eee

parte mia madre con l'anticipo di due secondi del Tanti Auguri a Te che la contraddistingue da decenni:
TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAANTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII AUUUUUUUUUUUUUUGUUUUUURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII AAAAAAAAA TEEEEEEEEEEEEE

il resto dell'improvvisato coro, oramai abituato da centinaia di compleanni, segue la birthday singing mother nel suo toccante assolo.
Una è fatta.
Tocca a me e ai miei 119 anni. Fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff. Veloc, raus daje tantagurametantagurametantaguralsottoscritttantagurame.
Foto per la stampa. Taaaac.
Sciao.

CI SHTA LU SPUMANT!
Pure.
Stappamo lo spumante, mirando un parente a caso. Tanto son già sposati tutti tranne te tranne te tranne te tranne te.
Fatto, zio colpito di rinterzo ad effetto con birillo centrale.
Posso andare ora? Posso?
Mia madre tenta di trattenermi giocando la carta strappastorialacrime dei parenti chessonoquiperte, ma a nulla valgono i suoi sforzi.
Eh, ho fatto un figlio cafone, che volete fare, ci confessa alla famiglia, unita per il lieto, quanto annuale, evento.
Sono libero, sono libero finalmente.
Sono in ritardo per Diodo.

Il rito della torta è una cagata pazzesca!

Il match è già iniziato da una decina di minuti e il Roma Club già soffre.
Sì, perché esiste un piccolo cleb di tifosi, un gruppo d'ascolto, come lo definirebbe quell'abbronzatissimo di Carlo Conti.
Siamo in 5, di solito (oggi 4). La partita si vede in Tivvì o perché no, direttamente allo stadio macinando chilometri e superando ostacoli. Stadio che non porta assolutamente bene al fan cleb: fino all'anno scorso, il bilancio parlava di una vittoria in 4 anni (io da solo, invece ho vinto di più, gracias a la polla, non ci voleva poi tanto), potendo vantare disfatte niente male come un 1a3 contro il temibile Basilea, un 2a3 contro lo Shaktar Donetsk (ah, tra l'altro, auguri per l'impegno decisivo in Ciempionz di stasera, vecchia Bacucca Signora) o un 1a2 contro il Cagliari. In pratica, romanisti scaramanticoni, se passiamo da quelle zone toccatevi, fate scongiuri, pregate, 'nce fate entrà allo ssadio.
Ma, bando ai cattivi pensieri, oramai veniamo da due vittorie di fila. Sabato, per example, saremo allo Stadio Olimpico Olimpico Stadio.

Carlo Zampa, col suo consueto aplomb, commenta questo spettacolo soporifero, dunque propedeutico all'abbiocco post-caterva di cibo ingurgitato, e di dubbio gusto.
Segna Neto, e chi cazz'è Neto. 1A0 Siena, esulta lo stadio fatto con i Lego.
Ecc lo sapevo, a Siena prendiamo sempre schiaffoni.
Non c'è reazione, sguardi attoniti misti a serie di bestemmie comparate, ogni 10 minuti c'è il cambio di disposizione dei posti. Se non segniamo, ci scambieremo di ssedia fino a notte fonda.
Inizio a pensare che sia meglio spegnere candeline e cantare featuring madre, in loop e con l'ausilio del karaoke, un remix zarro di tanti auguri a te.
Ma poi, a un certo punto punto certo, al quattordicesimo del secondo tembo, quel mattone vestito da giocatore che risponde al nome antibiotichesco di Tachsidis imbrocca un taglio in mezzo all'area per Florenzi che la spedisce bella calda sul capocchione di Destro, che non sarebbe il piede ma il centravanti dell'As Roma. Ed è go'.
Esultanza moderata, baci, abbracci, frizzi, fabrizi e lazzi.
Mancano 20 minuti, ce la si fa ce la si fa... ma..., Maestro cacchio fai? Dentro Perrotta, detto Perotta, detto lo Zio, detto quel che resta del cadavere di un ex-calciatore, in attesa di svincolo e con le vene varicose.
Perrotta, peppiaccere no, eh, guarda, peppiaccere!
Entra lo Zio Perrotta. E ciao, vabbè metti El Conejo Lopez (chiiiii?), metti Tallo (chiiii?), ma Perrotta.

- Dai, mo segna, ci pensi se segna Perrotta?
- Smittl peppiaccere, eh.

Mah, vedete, il calcio piace anche perché illogico, un po' come alcune scelte della vita.
A volte ti dai metaforicamente una martellata sugli zebedei, a volte fai entrare Perrotta.
Poi speri che la metaforica martellata si trasformi in un segnale positivo (sì, credici, sìsì).
Invece, nel futbol no.
Nel futbol, prendi decisioni illogiche e speri romanticamente che il più nerd, il più scappato di casa dei giocatori, ti risolva una situazione e ti faccia svortà 'a situazione.
Un po' come i film americani in cui la squadra de pippe diventa uno schiacciasassi e vince il campionato o un po' come Rocky che vince il concorso della Standa affronta il campione dei pesi massimi, prende a cazzotti abbacchi, corre 20 km attorniato da bambini festanti, sposa un cesso terrificante (non c'entra nulla, giusto per puntualizzare), diventa campione del mondo e je fanno pure 'na statua.
Tutto queste perle di saggezza, per annunciare, come oramai avrete ben capito, il gò di Perrotta, che, cadendo de chiappe, indirizza una ciofeca che non vi dico all'angoletto.

Credo che questa rientri nella top 10 delle mie esultanze televisive (classifica dominata in prima posizione dal gol dello scudetto di Montella a Juventus, io unico giallorosso attorniato da gobbi, gesti dell'ombrello, ar cazzo ve dovete attaccà, sooca a volontà e mo non parlate merde eh?! E mo non prendete per culo?! STRONZI! In seconda, per dire l'aleatorietà e la fallacità del giuoco del calciuo, un gol annullato a Quagliarella in Italia-Slovacchia, io, unico ad esultare, feci partire 3 bicchieri e un posacenere urlando GO-GO-GO, compatito da sguardi alla questo è tutto scemo).
Vedete un tiro al rallenty, esultate al rallenty, vi buttate contemporaneamente di testa davanti alla tv al rallenty, incucchiandovi le teste all'unisono al rallenty. Gol, tuffo, din don dan, ahia la capoccia.
Quando segna qualcuno che non ti aspetti che segni o qualcuno che vorresti che segnasse, s'esplode, a prescindere dalla squadra che affronti, in questo caso il chivvèsencula Siena.
Esplodiamo noi, esplode Zemàn che addirittura si alza (quasi) di scatto e accenna due applausi, esplodono i giocatori in campo, esplodono quelli in panchina, esplode il magazziniere, esplode lo staff tecnico, esplode il fruttarolo, esplode il pescivendolo, explota mi corazon.
Kansas City, alias Diego Bianchi, alias Zoro, ha ben riassunto questa emoziuone qui.
Non si fa in tempo a riprendersi che Destro non il piede ma il centravanti fa 3.
So 3 gò, so 3 vittorie di fila, so 29 anni, 30 sul campo ma uno me l'hanno revocato.

La sera si replica.
Avanzi del pranzo nun ve temo.

Buon compleanno a me.