venerdì 6 febbraio 2015

BIG SNOW

Quando ero piccolo, in inverno nevicava e tu uscivi per fare un pupazzo e tirare due palle di neve ai passanti, così a sfregio, e la madre ti tirava una sardella in testa e ti diceva copriti addò jisc così scemunito ti viene la febbre.
Non c'era il Big snow: "a mà sta arrivando Big Snow! Dove lo danno? Al multisala a Pescara? Se fai il bravo ti ci portiamo al cinema".

Quando ero piccolo, in estate faceva caldo, anche senza riscaldamento globale, e non si usavano nomi di condottieri o imperatori romani (scegliendo accuratamente i più stronzi): "Oddì sta arrivando Scipione, poi arriva Nerone, e non parliamo di Caligola..." e tu pensavi ma chi è li nom di li testimoni di Geova?

Si parla di 20 anni fa, non del dopoguerra.

Qua ci sono 20 anni di arretramento dell'informazione e 20 cm di neve, il Paese si paralizza, si danno nomi bizzarri a consuetudini metereologiche e si fa del catastrofismo gratuito.

Scusate il francesismo, ma hanno rotto la minchia con l'usanza di dare nomi ad eventi metereologici.

Scomodando il filosofo chietino intervistato anni fa dal Tgr Abruzzo de "la neve lo ha sempre fatto, mo oddij la nev, oddji la nev,  ma picché c'adeta fà? Sthet'v a la cas!", fondamentalmente è un problema d'informazione e, in senso più ampio, di cultura.


Shtet'v a la cas!


Lo stesso problema dell'informazione che porta a titoli strillati, al rumeno, e non, che so, al cuneese, pirata della strada, ai morti occidentali di serie A e quelli non occidentali di serie B, a cercare un sensazionalismo artificioso negli avvenimenti della normale quotidianità e a sminuire vere tragedie, a prendere per buone stronzate e passaparola del web e darle per vere, come nel caso delle due cooperanti (chiamate in quanto donne e in quanto regazzine Greta e Vanessa, tipo Paola e Chiara, in pratica facendole passare per due imbecilli incoscienti) che si sarebbero bombate i loro sequestratori, "rieditando" la sindrome di Stoccolma a sindrome della Siria.


P̶a̶o̶l̶a̶ ̶e̶ ̶C̶h̶i̶a̶r̶a̶ Vanessa e Greta siete due troie!



Siamo tutti Charlie ed evviva la libertà de scrivere stronzate, ma prendete con le pinze i titoli strillati e il sensazionalismo facile.

Fateve una coscienza critica e fanculizzate il superfluo, non lasciateve influenzare da esso o, per lo meno, cercate di non vedere Studio Aperto.

Che poi di tempo per partecipare al contest “che tempo di merda fa dove vivo?” e fare foto alla neve per postarla sui social c'è sempre (ed io non ne sono immune).

Vado a lavorare, ma forse no dai.

Mo chiamo a lavoro e je dico “oggi non vengo, ci sta Big Snow, il paese è paralizzato, se si blocca l'alta velocità come posso io, semplice umano, venire a fatijare?”

1 commento:

  1. ci si è sempre fermati con la neve. solo che non ce lo ricordiamo

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